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07/12/2017
INTEGRAZIONI
Punto della situazione dopo le prime incorporazioni
Le questioni sotto i riflettori: migrazione informatica e istituzione task force, nuovo modello distributivo, Premio fedeltą e Polizza malattia
Comunicazione e relazioni esterne

Come anticipano i sindacati, l’Accordo Quadro sottoscritto il 26 ottobre scorso «costituisce un importante tassello nella costruzione della “nuova” Ubi». All’interno dello stesso sono stati: individuati gli strumenti socialmente sostenibili per la gestione degli esuberi, dichiarati dall’azienda con l’aggiornamento del Piano Industriale 2019/20 a seguito dell’acquisizione delle “bridge bank”; definite delle regole condivise per la gestione della criticità connesse alla riorganizzazione e scongiurati processi di esternalizzazione. 

Ribadito questo aspetto imprescindibile, i sindacati del Gruppo Ubi hanno ritenuto necessario predisporre un comunicato nel quale, facendo il punto della situazione, tornano sull’argomento del processo di integrazione societaria e informatica, conseguente alle incorporazioni delle prime due banche nella holding di Ubi, rammentando le forti criticità verificatesi. 

Al riguardo, le Organizzazioni sindacali chiedono l’istituzione di più task force per supplire alla carente formazione e nell’affiancamento dei lavoratori, in particolare nell’area crediti, finanza e per le attività di sportello, prestando particolare attenzione al dimensionamento dell’organico. 

Con l’occasione, i rappresentanti dei lavoratori informano che il prossimo 13 dicembre si avvierà il confronto sui Premi fedeltà, tema sul quale non fu trovata soluzione nell’ambito della definizione del nuovo Contratto integrativo; contestualmente, proseguirà la discussione sulla Polizza malattia. Mentre, da gennaio, l’attenzione si concentrerà sulla modifica del «modello distributivo» contenuto nel Piano industriale, argomento che sta determinando un po’ di sconcerto e preoccupazione tra i lavoratori. 

 

 

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